Cadillac solitario
di Loquillo y Los Trogloditas
Come studiare questa canzone
Imparare “Cadillac solitario” vuol dire 64 voci di livello A2: 25 parole in spagnolo, 11 aggettivi e 28 forme verbali, tutte prese da ciò che la canzone dice davvero. Il glossario è il punto di partenza: día, ciudad e mar sono le parole chiave della canzone. Questa canzone si regge sui verbi: 28 forme diverse contro 11 aggettivi, quindi il lavoro sta nella coniugazione. A questo livello l’obiettivo è riconoscere: senti la parola, la collochi e vai avanti.
Le parole di questa canzone, in diverse lingue
Ogni parola qui sotto viene da questa canzone ed è tradotta da noi. Non c’è il testo: sono le singole parole che ti servono per seguirla.
Vocabolario
| ES | EN | IT | FR | PT | NL | DE |
|---|---|---|---|---|---|---|
| día | day (m.) | giorno | jour | dia | dag |
Che cosa ti insegna questa canzone
Livello · A2
- Parole di vocabolario
- 25
- Aggettivi
- 11
- Combo
- 14
- Espressioni
- 13
- Forme verbali
- 28
- Domande del quiz
- 35
Contesto
Sulla canzone
«Cadillac solitario» è una canzone dei Loquillo y Trogloditas, un gruppo rock di Barcellona. L’ha scritta Sabino Méndez, chitarrista e principale autore della band, ed è uscita per la prima volta nel 1983 nell’album «El ritmo del garage», dove è la quarta traccia. La registrazione in studio dura circa tre minuti e mezzo (Wikipedia in spagnolo indica 3:35).
Loquillo è il nome d’arte del cantante José María Sanz Beltrán. Secondo Wikipedia in spagnolo, i Trogloditas si formarono nel 1983 nella cittadina catalana di Vic, dove Méndez trovò tre musicisti adatti alla sua idea di gruppo: il chitarrista Ricard Puigdomènech, il batterista Jordi Vila e il bassista Josep Simón. L’album fu registrato in soli cinque giorni, dal 18 al 22 aprile 1983, negli studi Doublewtronics di Madrid, e fu pubblicato dall’etichetta indipendente Tres Cipreses. Tra gli ospiti compaiono diversi nomi della scena madrilena di quegli anni, come Alaska e Ana Curra.
Méndez aveva diciannove anni quando scrisse la canzone. Lo ha raccontato in un’intervista pubblicata da Metrópoli Abierta nel dicembre 2018, dove ha anche spiegato che l’auto vera era una SEAT 600, la piccola utilitaria delle famiglie spagnole degli anni Sessanta; nel testo è diventata una grande macchina americana perché, come ha detto, chi scrive finisce sempre per dare un tono epico alle parole. Wikipedia in spagnolo riporta anche che cosa cercava nella musica: un misto di Roy Orbison, Don McLean, The Clash e Bruce Springsteen, e quello che ne uscì somigliava di più a Willy DeVille con dei teppisti di quartiere.
Il testo descrive una sola notte. Un uomo è seduto in un’auto americana usata, parcheggiata sul fianco del Tibidabo, la collina che domina Barcellona, accanto a un bar chiamato Merbeyé. Anni prima sognava di partire per la California con una donna che poi lo ha lasciato. Una ragazza che era con lui se n’è appena andata, un bicchiere gli riporta i ricordi e lui ammette di non aver dimenticato quel vecchio amore così facilmente come pensava. Immagina che il mattino lo troverà addormentato in macchina, mentre gli raccontano che lei adesso fa una vita seria. Per chi studia lo spagnolo, la canzone è una lezione compatta di passato prossimo con i verbi riflessivi, di futuro e futuro anteriore, di due passati remoti irregolari e della struttura «volver a» più infinito.