DNA
di Gabry Ponte, Jovanotti
Come studiare questa canzone
Imparare “DNA” vuol dire 50 voci di livello A2+: 24 parole in italiano, 5 aggettivi e 21 forme verbali, tutte prese da ciò che la canzone dice davvero. Parti dal glossario: vento, davanzale e vita tornano di continuo, quindi sono le prime da sapere. Questa canzone si regge sui verbi: 21 forme diverse contro 5 aggettivi, quindi il lavoro sta nella coniugazione. A questo livello l’obiettivo è riconoscere: senti la parola, la collochi e vai avanti.
Le parole di questa canzone, in diverse lingue
Ogni parola qui sotto viene da questa canzone ed è tradotta da noi. Non c’è il testo: sono le singole parole che ti servono per seguirla.
Vocabolario
| IT | EN | ES | FR | PT | NL | DE |
|---|---|---|---|---|---|---|
| vento | wind | viento | vent | vento | wind |
Che cosa ti insegna questa canzone
Livello · A2+
- Parole di vocabolario
- 24
- Aggettivi
- 5
- Combo
- 19
- Espressioni
- 11
- Forme verbali
- 21
- Domande del quiz
- 35
Contesto
Sulla canzone
«DNA» è un singolo del DJ e produttore italiano Gabry Ponte con il cantautore Jovanotti, pubblicato sulle piattaforme digitali e nelle radio italiane il 26 giugno 2026 per l’etichetta Gekai. Il servizio di date radiofoniche EarOne e la voce della canzone su Wikipedia in italiano accreditano quattro autori: Gabriele Ponte, Lorenzo Cherubini (il vero nome di Jovanotti), Luca Moretti e Luca Magra. La stessa voce indica Ponte come produttore, riporta una durata di tre minuti e quattro secondi e classifica il brano come dance pop. I siti musicali italiani lo hanno presentato come il primo disco inciso insieme dai due.
Il singolo è stato annunciato soltanto pochi giorni prima dell’uscita, nella settimana del secondo concerto di Ponte in uno stadio milanese. Il comunicato stampa, ripreso quasi alla lettera dalle agenzie, parlava dell’incontro fra due mondi che hanno segnato la musica italiana per trent’anni: da una parte i beat e l’energia di un produttore dance, dall’altra la scrittura di uno degli autori pop più noti del Paese. Prometteva anche la sensazione dei finestrini abbassati e un’improvvisa voglia di partire.
Il testo segue un percorso semplice. Una corrente d’aria errante porta chi canta fino alla finestra di un’esistenza diversa, richiamato dalla tinta di certi fiori altrui, alcuni dei quali si rivelano piante capaci di mangiargli il petto. Ha appetito di vita e vuole avvolgersi all’altra persona finché i due codici genetici non siano attorcigliati; il ritornello è poco più di questa immagine ripetuta. La seconda strofa guarda fuori: sulle vicende degli eroi ragazzi cala qualcosa di leggendario, non bisogna dare retta a chi butta a terra gli altri, e le persone come loro, quando sono sfinite, danno ancora più spinta. L’ultima parte passa al futuro e alla natura (corsi d’acqua, prati, pesci) e si chiude con una folla intera che balla e intreccia il proprio codice con quello del cantante. Sky TG24 lo ha letto come un legame che va oltre l’attrazione e che poi si allarga dalla coppia alla collettività.
Per chi studia l’italiano la canzone è breve, cambia poco e si ripete molto, e questo aiuta. È una lezione ordinata sul futuro semplice, sulle preposizioni articolate e sugli infiniti che portano un pronome attaccato in fondo.