a me mi piace
di Alfa, Manu Chao
Come studiare questa canzone
La carta di “a me mi piace” è fatta di 73 voci di studio di livello A2+: 33 parole in italiano, 8 aggettivi e 32 forme verbali. Parti dal glossario: sole, pelle e schiena tornano di continuo, quindi sono le prime da sapere. Questa canzone si regge sui verbi: 32 forme diverse contro 8 aggettivi, quindi il lavoro sta nella coniugazione. A questo livello l’obiettivo è riconoscere: senti la parola, la collochi e vai avanti.
Le parole di questa canzone, in diverse lingue
Ogni parola qui sotto viene da questa canzone ed è tradotta da noi. Non c’è il testo: sono le singole parole che ti servono per seguirla.
Vocabolario
| IT | EN | ES | FR | PT | NL | DE |
|---|---|---|---|---|---|---|
| sole | sun | sol | soleil | sol | zon |
Che cosa ti insegna questa canzone
Livello · A2+
- Parole di vocabolario
- 33
- Aggettivi
- 8
- Combo
- 30
- Espressioni
- 19
- Forme verbali
- 32
- Domande del quiz
- 35
Contesto
Sulla canzone
«a me mi piace» è una canzone del cantautore italiano Alfa con la partecipazione di Manu Chao, pubblicata in radio e sulle piattaforme digitali il 9 maggio 2025 dall’etichetta Artist First. Il titolo è scritto in minuscolo per scelta dell’artista. Wikipedia in inglese attribuisce la scrittura ai due artisti e la produzione a Room9, e indica una durata di due minuti e venti secondi. È un brano pop acustico e solare, sostenuto da chitarre e trombe; Alfa ha detto all’agenzia ANSA che ha un’anima gitana.
Il ritornello poggia sulla melodia di «Me gustas tú», il successo che Manu Chao pubblicò nel 2001, e la frase in spagnolo di quel disco risponde a ogni verso italiano come una seconda voce. Nella stessa dichiarazione Alfa ha sottolineato che non si tratta di una cover né di un remix, ma di una composizione nuova che prende in prestito lo spirito di quella vecchia. L’originale del 2001 era un elenco di cose gradite al cantante. Il nuovo brano conserva l’idea dell’elenco e lo riempie con la vita di un ventiquattrenne genovese.
Nella prima strofa Alfa nomina piccoli piaceri: il sole che lo riscalda e gli fa cambiare colore, la curva di una schiena che gli ricorda il Meridione, i nasi all’insù, l’abitudine di strofinarsi il naso invece di baciarsi, inventare il testo quando canta in inglese, la sua città in un giorno di mareggiata, il caffè seguito dal vino rosso e quel primo giorno di settembre che pare ancora piena estate. Il ritornello trasforma l’elenco in una dichiarazione. La persona a cui canta è luce del mattino, una sostanza che gli alza l’umore e una spinta alla sua fiducia, e gli piace più del Mediterraneo, più di una partita domenicale e più di uno spettacolo tutto esaurito.
La seconda strofa paragona la persona amata a Roma, la città dove finiscono tutte le strade. Poi arriva un calcolo su quanta parte di un anno si passa dormendo, con la conclusione che in due dormirebbero molto meno. Camminando con lo sguardo a terra, lui scopre che il cielo comincia proprio lì dove poggiano le scarpe e che ogni cosa appare diversa secondo lo sguardo di chi la osserva.
Manu Chao apre il brano con un breve scambio parlato in spagnolo, canta parte di un verso in portoghese e aggiunge un piccolo ponte che mescola le due lingue; un annuncio dell’ora dall’America Centrale richiama gli annunci radiofonici del suo disco del 2001. Questa carta insegna soltanto l’italiano: le parole in spagnolo e in portoghese restano fuori dal glossario e dalle domande.