La pronuncia portoghese, spiegata con le canzoni
8 brevi lezioni su come suona davvero la lingua portoghese: i suoni che l'orecchio di chi impara non coglie, e perché. Ognuna elenca le canzoni in cui lo senti.
Le vocali nasali, il marchio della lingua
La tilde segna la nasalità, ma non è l'unico segnale: una vocale davanti a M o N a fine sillaba è nasale anche lei, e quella consonante NON si pronuncia.
L'aria esce dal naso e dalla bocca insieme; non è la vocale seguita da una n, è un'altra vocale.
La differenza è reale e separa parole: scambiare una nasale con una orale cambia quello che dici.
È il tratto che più distingue il portoghese da tutte le lingue che lo circondano.
Lo senti in: Garota de Ipanema (Tom Jobim & Vinícius de Moraes) · Sei Lá (Bárbara Tinoco)
Le atone si chiudono fino a quasi sparire
È questo che fa suonare il portoghese europeo così chiuso e così diverso da come si scrive.
La vocale senza accento si chiude: la E atona quasi si cancella, la O atona passa a suonare come U, e la A resta brevissima.
Per questo una parola scritta con quattro sillabe può sentirsi con due e mezza.
Il portoghese del Brasile tiene le atone molto più aperte, ed è la differenza che si nota di più fra i due.
Lo senti in: Eduardo e Mônica (Legião Urbana) · Mas Que Nada (Jorge Ben)
La S che sibila
A fine parola o davanti a consonante, la S non suona «s»: suona «sh».
Fra vocali è una Z dolce, e la SS doppia è sempre una S normale.
Davanti a consonante sonora cambia ancora, e passa a un suono più simile alla «j» francese.
Lo stesso vale per la Z a fine parola — per questo tante parole finiscono con un fischio.
Lo senti in: A Nossa Dança (Calema) · Amar Pelos Dois (Salvador Sobral)
Dove cade la forza
La maggior parte delle parole porta la forza sulla penultima sillaba. Quelle che finiscono in -r, -l, -z o in nasale la portano sull'ultima.
Quello che rompe quelle due regole porta l'accento scritto, e l'accento fa parte della parola.
Ma qui l'accento fa due cose insieme: segna dove battere E dice se la vocale è aperta o chiusa — il circonflesso chiude, l'acuto apre.
Per questo scambiarli non è un errore di ortografia: cambia il suono.
Lo senti in: Primeiros Erros (Chove) (Capital Inicial)
LH e NH: una lettera in più, un altro suono
LH e NH non sono una L e una N seguite da un'H: sono un suono solo ciascuno, fatto con la lingua piatta contro il palato.
Il NH è lo stesso suono della ñ spagnola e del gn italiano; il LH è quello del gli italiano.
L'H da sola, in portoghese, non si pronuncia mai — esiste solo dentro questi gruppi e il CH.
Pronunciare le due lettere separate è l'errore più udibile di chi viene da fuori.
Lo senti in: A Vida Toda (Carolina Deslandes) · Eduardo e Mônica (Legião Urbana)
I dittonghi: due vocali in una sillaba
Due vocali insieme in una sola sillaba formano un dittongo, e la seconda scivola invece di suonare intera.
Il portoghese ne ha molti, e alcuni si chiudono tanto da sentirsi quasi come una vocale sola.
Alcuni hanno una versione nasale, e lì la differenza con l'orale è reale: cambia la parola.
Il rischio per un italiano è separare le due vocali in due sillabe — in portoghese restano attaccate.
Lo senti in: A Nossa Dança (Calema) · Ai Se Eu Te Pego (Michel Teló)
La O finale suona U
Una O atona a fine parola non suona «o»: suona «u». È una delle prime cose che smentiscono la scrittura.
Succede anche con la O atona in mezzo alla parola, ed è per questo che molte parole sembrano avere un'altra vocale quando si sentono.
Lo stesso vale per il -OS del plurale, che diventa «ush».
Chi legge ad alta voce come si scrive suona straniero all'istante — la regola è chiudere, sempre.
Lo senti in: Há Um Mar Que Nos Separa (Leonor Andrade) · Uma Casa Portuguesa (Amália Rodrigues)
La C, la Ç e il suono che proteggono
La C davanti ad A, O o U è dura. Davanti a E o I si addolcisce e diventa una S.
La cediglia esiste per una cosa sola: obbligare la C a suonare S dove sarebbe dura. Per questo non compare mai davanti a E o I — lì non servirebbe a niente.
È lo stesso meccanismo dell'acca italiana o della U spagnola di «gue»: un segno che protegge il suono della lettera accanto.
Il QU si comporta al contrario: tiene il suono duro davanti a E e I, e quella U non si sente quasi mai.
Lo senti in: Lambada (Kaoma) · Tu E Eu (Diogo Piçarra)
Esercitati con le canzoni
Nell'app ogni lezione ha esercizi, frasi di esempio e tabelle di coniugazione create dalle canzoni che studi.